Nel maggio 1913 viene costituita la Sezione Aviazione presso il I Reparto dell’Ufficio di Stato Maggiore e sono acquistati in Francia cinque idrovolanti FBA Franco British Aviation che costituiscono il primo nucleo dell’aviazione della Regia Marina, mentre dal punto di vista organizzativo viene istituito a La Spezia un Ufficio Tecnico per lo studio sugli idrovolanti e nei pressi di Venezia, a Punta Sabbioni, è costruito un hangar per il ricovero e la manutenzione. Nel marzo 1914 il Ministero della Marina istituisce, presso l’Ufficio del Capo di Stato Maggiore, il V Reparto che assorbe personale e compiti del I Reparto. Il 7 gennaio 1915 è costituito il Corpo Aeronautico Militare, che sostituisce i due Battaglioni Aviatori e Specialisti, alle dipendenze della Direzione Generale Aeronautica del Ministero della Guerra e al comando del generale Maurizio Mario Moris. Al momento dell’inizio delle ostilità contro l’Impero Austro-ungarico (maggio 1915) le forze aeree sono costituite in due nuclei: Aeronautica dell’Esercito e Aeronautica della Marina (solo nel 1923 l’Aeronautica Militare diventerà corpo autonomo), alle dipendenze dei rispettivi Ministeri. Il personale dell’Aeronautica militare (aviatori, dirigibilisti e aerostieri) è inquadrato nel Corpo Aeronautico Militare ma, provenendo da tutte le Armi di terra e di mare, resta nei ruoli dell’Arma di origine. La Regia Marina – per quanto riguarda la componente aerea, esclusi gli aerostati – distinta in Comando Alto Adriatico e Comando Basso Adriatico dispone di 15 idrovolanti così suddivisi: Alto Adriatico, stazioni idrovolanti di Venezia Isola Sant’Andrea (due Breguet, quattro Albatross e un Curtiss), Porto Corsini di Ravenna (quattro Borel) e Pesaro (due Curtiss); Basso Adriatico, con due Curtiss, Regia Nave Elba, una nave appoggio appositamente predisposta per l’impiego di aerei che vengono calati in acqua e successivamente recuperati, quindi non del tipo portaerei, delle quali l’Italia non disporrà nemmeno nel secondo conflitto mondiale. Va notato che gli idrovolanti in forza presso le varie stazioni non sono predisposti per l’impiego bellico e, inoltre, che molti non risultano nemmeno efficienti al volo. Nel luglio 1915 la Regia Marina provvede a organizzare a Gorgo, nella laguna di Grado, al comando del tenente di vascello Ugo de Rossi, una “stazione idrovolanti” che più tardi verrà dislocata vicino al porto con l’arrivo di un gruppo di idrovolanti FBA dell’aviazione francese che collaboreranno con gli italiani fino all’inizio del 1917, quando saranno sostituiti da un gruppo di volo italiano al comando del maggiore Ezio Martellucci. Il 16 febbraio 1916 (il 23 febbraio secondo altre fonti) alcuni idrovolanti di Grado sono in missione su Trieste, fra essi quello pilotato da Luigi Bologna ha a bordo quale osservatore un ufficiale, Gabriele d’Annunzio; al rientro l’aereo ha un guasto ed il pilota deve ammarare, ma ingannato dal riflesso del sole sull’acqua colpisce con tale violenza la superficie del mare che d’Annunzio subisce quello che sembra un modesto trauma all’occhio destro che potrebbe risolversi in poche ore. Ma il fastidio permane e un’accurata visita oculistica constata il distacco della retina dell’occhio, problema che non può essere risolto, e quindi Gabriele d’Annunzio perde per sempre l’uso di quell’occhio. Intanto la presenza di idrovolanti italiani a così breve distanza dalle basi austriache di idrovolanti di Trieste (in linea d’aria pochi minuti di volo) non poteva essere tollerata dagli austriaci, e Grado è sottoposta a molti bombardamenti, in particolare dagli inizi del 1916: il 3 febbraio è bombardata l’isola di Gorgo, il 17 e 18 marzo è la volta di punta Sdobba di fronte al golfo di Panzano, il 27 dello stesso mese di nuovo Grado: un velivolo nemico è abbattuto e l’equipaggio preso prigioniero. Gli attacchi solitamente si verificano mentre gli idro dell’isola sono impiegati nella sorveglianza del golfo di Trieste oppure in appoggio ai reparti della stazione Sant’Andrea di Venezia per gli attacchi a Parenzo, Punta Salvore e Pola. Quale ritorsione per i bombardamenti di Grado il Comando italiano dispone qualche giorno più tardi un intervento di bombardieri Caproni su Trieste; viene colpita la stazione idrovolanti presso l’arsenale dei Lloyd con gravi danni ad apparecchi e attrezzature. Alla fine del 1916 la Regia Marina per quanto riguarda i mezzi aerei dispone di due Direzioni Servizi Aeronautici, sempre Alto e Basso Adriatico. In Alto Adriatico operano le stazioni idrovolanti di Grado (sei L.1 e un FBA) e Venezia Sant’Andrea (nove FBA, cinque L.1 e quattro L.2) nel Basso Adriatico ci sono le stazioni idrovolanti di Varano (cinque L.1 e due FBA), Brindisi (quattro L.1, sei L.2 e nove FBA) e Valona (cinque L.1 e due L.2). Durante gli aspri combattimenti di maggio e giugno 1917 sul Carso (decima battaglia dell’Isonzo), gli idrovolanti di Grado e di Venezia uniti agli aerei terrestri dell’Esercito provvedono a mitragliare le linee nemiche spingendosi anche a oltre 30 chilometri dal mare, ben consci i piloti che qualsiasi avaria comporterebbe la loro immediata cattura nella migliore delle ipotesi. Fra le tante missioni portate a termine dagli idrovolanti della stazione di Grado vi è il bombardamento di Fiume della notte del 3 giugno (pilota sergente Ponti e osservatore tenente Eugenio Casagrande): la città è sorpresa tanto da essere completamente illuminata, ed è colpito il silurificio Whitehead. In seguito alle vicende di Caporetto, la stazione di Grado con la 253ª Squadriglia fra ottobre e novembre 1917 viene sgombrata e trasferita alla stazione idrovolanti di Sant’Andrea nell’isola di Vignola a Venezia, e alla fine dell’anno i mezzi aerei della Regia Marina in Alto Adriatico risultano dislocati nelle stazioni idrovolanti di Venezia (55 idro dei quali 28 L.3, 26 M 5 e un M 8 con le 251ª, 252ª, 253ª, 259ª, 260ª e 261ª Squadriglia), Porto Corsini (15 velivoli dei quali 13 FBA e due M 5 con la 263ª Squadriglia) ed Ancona (15 idro tutti del tipo FBA con la 264ª Squadriglia). Nel medio e basso Adriatico la Regia Marina intensifica le sue posizioni, tutte naturalmente sul mare per poter con efficacia contrastare le missioni dell’aviazione avversaria e nello stesso tempo avere basi di appoggio per i propri attacchi. Fra le principali “stazioni idrovolanti” vi sono quella di Brindisi, già organizzata agli inizi del 1916 ma poi potenziata, quella di Otranto, destinata in particolare al controllo del canale per quanto riguarda la possibilità di passaggio di sommergibili austro-ungarici, e quella di Valona, nel territorio albanese, con la nave appoggio idrovolanti Elba. Vengono poi potenziate o organizzate molte basi nella parte ionica e tirrenica, tanto che alla fine del conflitto risultano in piena operatività ben quaranta “stazioni idrovolanti” dislocate lungo tutte le coste italiane. All’armistizio la situazione delle stazioni dell’Alto Adriatico è la seguente: Venezia: 251ª, 252ª, 253ª e 259ª Squadriglie Ricognizione su idro L.3, 260ª e 261ª Squadriglie Caccia su Macchi M 5; Porto Corsini: 263ª Squadriglia Ricognizione su idro FBA, 286ª Squadriglia Caccia su Macchi M 5; Ancona: 264ª Squadriglia Ricognizione su idro FBA, 287ª Squadriglia Caccia su Macchi M 5. L’attività dell’aviazione della Regia Marina durante la prima guerra mondiale si può così riassumere: 2200 missioni compiute, 3450 ricognizioni sul territorio nemico, 1100 missioni di scorta e caccia, 9460 missioni esplorative, 132 aerei abbattuti, 37 aerei, 5 dirigibili e 2 palloni perduti, 106 aviatori caduti.

10.6.1940
Aviazione Ausiliaria Regia Marina
Comando Navale Mare Egeo
84° Gruppo Ricognizione - Lero (GR)
140^ Squadriglia
287^ Squadriglia
15.10.1943
Raggruppamento Bombardamento e Siluranti
84° Gruppo Autonomo Ricognizione Marittima
140^ Squadriglia
(San Giusta)
287^ Squadriglia
Porto Conte (SS)
1.7.1944
Raggruppamento Idrovolanti
84° Gruppo Autonomo Idrovolanti

140^ Squadriglia
Cagliari Elmas


287^ Squadriglia
Taranto

1.8.1948
Comando Soccorso Aereo
84° Gruppo Soccorso Aereo
140^ Squadriglia
287^ Squadriglia

Vigna di Valle (RM)

19.10.1959
84° Gruppo Soccorso Aereo
140^ Squadriglia
287^ Squadriglia

Ciampino (RM)
1.10.1965
15° Stormo S.A.R.
84° Gruppo S.A.R.
140^ Squadriglia
287^ Squadriglia

Ciampino (RM)
31.10.1979
15° Stormo
84° Gruppo/Centro S.A.R.
140^ Squadriglia
287^ Squadriglia

Brindisi